Vedi tutti

Gli ultimi messaggi del Forum

Alma - Federica Manzon

Notevole. Scrittura essenziale e a tratti piuttosto cruda. Si respira nostalgia in ogni pagina, si racconta la mancanza, l'assenza, si ripercorrono le trame di una storia recente. Racconto di grande intensità

Germanico - Valerio Massimo Manfredi

Negli ultimi anni purtroppo anche Manfredi sembra fagocitato nel perverso meccanismo editoriale. Racconto piatto, che non esalta, che non stimola la conoscenza della storia, in questo caso romana. Peccato perchè in passato è stato molto bravo a raccontare in modo accattivante periodi storici importanti rendendoli interessanti al grande pubblico. Germanico mi ha annoiata. Un peccato

Marvel 1602 - [Neil Gaiman storia

Dal genio di Neil Gaiman Marvel 1602 racconta un universo alternativo in cui gli eroi Marvel vivono appunto nel 1602, tra la corte di Elisabetta I, l’Europa e l’America. Una storia coinvolgente che vede Nick Fury indagare su strani eventi, che coinvolgeranno Natasha Romanoff, Matt Murdorch, Magneto e molti altri in una battaglia intensa e dai risvolti inaspettati.

Elisir dei sogni - Silvia Cinelli

un modo come un altro per conoscere un po' meglio la storia della famiglia Campari e la nascita del famoso Bitter...piacevole anche se piuttosto semplice e forse anche riduttivo

T - Chetna Maroo

Io un libro più brutto di questo penso di non averlo mai letto. Alla fine non ti lascia nulla, se non l'amarezza di aver speso Eur 18,00 per nulla.
La storia viene raccontata da una delle tre sorelle, orfane di mamma. C'è lo sport, lo squash, un'amicizia speciale con un ragazzo, il racconto della nostalgia della mamma scomparsa, gli zii, ma tutte queste cose, a mio avviso, sono mescolate talmente male che rendono la lettura, lenta e noiosa. Peccato

Gnanca na busia - Clelia Marchi

L'autrice utilizza un lenzuolo (in mancanza di carta) per raccontare tutta la sua vita. Ci spalanca un’ampia illustrazione di quel mondo contadino di povertà, di stenti, di fatiche inumane. Di quel mondo in cui vivevi in un recinto come le pecore, e da quello non uscivi. Quel mondo in cui comandava l'uomo, il marito, senza possibilità di discussione. Ha scritto cose molto pesanti ancorchè vere...sinceramente la scelta di lasciare tutti gli errori mi ha distratta molto dal contenuto che comunque è molto semplice e spesso ripetitivo.

Il vaso di Pandoro - Selvaggia Lucarelli

Avevo bisogno di una lettura leggera, molto leggera, per cui quando ho visto il libro della Lucarelli mi sono detta: ”massì, leggiamo un po’di gossip”, peccato però che questo sia un libro inchiesta sui Ferragnez e non il solito speteguless da rivista.
Ne escono male tutti e due, sia dal punto di vista personale, che da quello mediatico.
Dal punto di vista personale lei viene descritta così: “ha una voce infantile, il suo timbro è una cantilena che risulta poco simpatica e questo è l’aspetto più preoccupante, ha un vocabolario piuttosto scarno […] la sua forza è l’immagine, il racconto fotografico..”
Lui viene descritto come un ragazzo ombroso, impulsivo, sconosciuto al pubblico internazionale, ma molto noto al grande pubblico. Insieme però sembrano formare la coppia perfetta, l’uno colma le lacune dell’altro anche dal punto di vista dei social. Il target di uno copre il target mancante dell’altro.
Sono tanti i temi affrontati in questo libro, quello più sconcertante e che ti fa arrabbiare è quello riguardante la beneficenza. Se fare beneficenza significa vendere la propria immagine a favore di una causa per poi devolvere le briciole, ecco… è un’idea sbagliata.
Gli esempi sono tanti dalla fondazione Soleterre dove a monte di un accordo commerciale con la piattaforma Depop, Chiara Ferragni vende i suoi vestiti. Alla fondazione andranno solo Eur 4212,00, alle uova di Pasqua. L’accordo è con Dolci Preziosi e la destinataria delle donazioni è l’associazione “I Bambini delle Fate. Quello che trovo scandaloso è come possa un’azienda come Dolci Preziosi pagare nel 2021 Eur 500 mila alla Ferragni a monte poi di una donazione di Eur 12,000 ai Bambini delle Fate. Trovo ancora più scandaloso che nel 2022 la Ferragni percepisca Eur 700 mila a fronte di una donazione di Eur 24 mila. Mi chiedo come mai un’azienda come Dolci Preziosi abbia tirato in ballo la Ferragni quando avrebbe potuto benissimo devolvere l’intera cifra direttamente a questa associazione. Stessa domanda mi verrebbe da porre a lei. Perchè vendere la propria immagine a questa o quella azienda per poi donare solo le briciole? Ma soprattutto qualcuno le spieghi che la concezione che lei ha di beneficienza è sbagliata. Se si vuole fare beneficenza la si fa con i propri soldi, senza farsi pagare per farla! Almeno questo è quello che penso. Finisci il libro e rimani sbalordita da così tanta superficialità, così tanta ingenuità e così tanta mancanza di controllo. Sì perché leggendo il libro, a quanto pare sembra che lei non si sia mai interessata delle sua aziende, concentrata molto di più sul sapere degli incassi.
Nonostante tutto però capisci che alla fine, quello che hai letto, oltre ad essere un’inchiesta ben costruita e argomentata, è pure una bella soap opera, e come tale mi aspetto in futuro colpi di scena e sviluppi vari.